Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



CD immagini

Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati
Clicca qui per richiedere il CD



> Home > Sezione Servi di Dio > Servo di Dio Sabatino Iefuniello

Servo di Dio Sabatino Iefuniello

.

Sarno, 1947 - Milano, 30 agosto 1982

Sabatino, emigrato da Sarno a Milano e lavorando come fattorino, ha vissuto la sua esistenza da laico come una vera vocazione, alimentandola nel Piccolo Gruppo di Cristo. Maturò anche la scelta di restare celibe. Giovane semplice e scherzoso, era capace di coinvolgere amici e conoscenti nell’amore per Dio e per gli altri, con una particolare attenzione in ogni ambiente per i più bisognosi. Mettendosi a dispo-sizione di fratel Ettore, ha contribuito a costituire a Milano i “rifugi” per gli emarginati senza fissa dimora. Malato di cuore, è morto a trentaquattro anni nel 1982. Il Cardinal Martini lo ha definito “un profeta minore del nostro tempo”; nel 2002 monsignor Illiano, vesco-vo di Nocera - Sarno, lo ha additato ai giovani della sua diocesi come esempio di “esistenza spesa per gli altri nell’amore di Cristo”, nello “slancio verso quella santità quotidiana e nascosta” a cui ogni cristiano deve aspirare.


Sabatino (come veniva comunemente chiamato Sabato Iefuniello) era un cristiano comune, al punto che solo dopo la sua morte prematura ha attirato l’attenzione.
Nato a Sarno, in Campania, nel 1947, è emigrato venten-ne a Milano, lavorando come fattorino, conducendosi con gran semplicità e godendo la simpatia di chi gli stava intor-no.
Ha vissuto con esemplare coerenza e generoso impegno il cristianesimo, trovando la sua vocazione laicale nel Piccolo Grup-po di Cristo, un insieme di cristiani comuni che si aiutano a vivere una vita evangelica in ogni condizione e in famiglia, ossia vivendo nella vita ordinaria alla luce della vita eterna. Nel Gruppo, la sua allegria scherzosa unita ad una spiritualità semplice e profonda e la sua capacità di coinvolgere gli altri nelle opere di carità erano proverbiali.
Pur potendo e desiderando sposarsi, tuttavia, avendo capito che il Signore lo voleva so-lo, ha vissuto da laico nel mondo il celibato per il Regno.
Nel suo tempo libero, si è dedicato al servizio degli emarginati senza fissa dimo-ra, aiutando il camilliano Fratel Ettore Boschini, apostolo dei “bar-bo-ni”, ad avviare per loro diverse opere di assistenza e carità, come i “ricoveri”, a Milano e dintorni.
Malato di cuore e aggravatosi per una broncopolmonite riacutizzatasi durante un acquazzone estivo mentre prestava il suo aiuto in uno dei “ricoveri”, è morto a Milano il 30 agosto 1982 a soli trentaquattro anni.
È stato definito dal Cardinale Arcivescovo di Milano, Carlo Maria Martini, “un profeta minore del nostro tempo”, “uno di quel-li che non parlano molto, ma che vivono seriamente la vita evangelica”. Costituisce un modello per quanti so-no chiamati a un volontariato cristiano della carità e un amico sul cui aiuto e la cui intercessione poter contare.
Le sue spoglie riposano ora nella cappella della Casa Betania di Seveso, che ospi-ta una delle opere di assistenza alla cui nascita egli aveva contribuito. Il suo processo di canonizzazione è stato avviato nel 1996 a Milano per iniziativa dei Padri Camillia-ni.

Di lui hanno detto:

Il Cardinal Carlo Maria Martini [alla messa di Trigesimo]:
«Ci sono profeti che scrivono, che parlano, che si fanno conoscere, diciamo i profeti maggiori… E poi ci sono i profeti minori, che sono forse quelli che più fanno per il mondo, cioè quelli che non parlano molto, quelli che si fanno poco conoscere, ma che vivono seriamente la vita evangelica:questi sono i profeti minori, quelli che costruiscono pezzo per pezzo la Chiesa, giorno per giorno. Sono questi anonimi settantadue discepoli di cui ci parla il Vangelo […] che vanno in ogni città per annunciare la prossima venuta di Gesù. Sono tanti questi discepoli: Sabatino è stato uno di questi, è stato mandato in questa città per essere segno umile, discreto della presenza del Signore».

Monsignor Giovanni Balconi, postulatore della causa di canonizzazione:
«Sabatino […] non ha lasciato delle opere strepitose […]; dal primo gruppo di testimonianze emerge una straordinarietà della quotidianità, un marcato carisma laicale, una intensa spiritualità, nutrita di adorazione eucaristica, di Sacramenti, di rosari, di meditazione, di ascetismo.
Ha contribuito a risolvere in parte il fenomeno dei barboni […].
Sotto il profilo della personalità, Sabatino era un individuo umile, schivo, riservato, di poche parole; non amava mettersi in mostra; era uno di quelli che la società non prende in considerazione, che tratta con indifferenza e che considera anzi una nullità. Oltretutto, mingherlino di statura e cardiopatico, sem-brava condannato alla marginalità.
Invece lasciò una impronta indelebile. Gli interpellati lo ricordano con entusiasmo per la forte tempra di carattere, per la profonda spiritualità, per la intensa vita di preghiera, per la perseveranza con cui ha portato fino in fondo i suoi progetti, e lo riconoscono come un modello si-len-zioso e discreto di carità eroica.
Aveva il carisma della carità: era non soltanto un esecutore; era anche un creativo e un organizzatore. Molte iniziative sono partite da lui, oltre che animate da lui e rese possibili grazie al suo impegno. […]. Aveva il fiuto per i poveri; aveva una specie di occhio clinico. Con loro si sentiva a suo agio: si fermava ad ascoltarli, a dialogare con loro e ad aiutarli. […].
Potrebbe diventare il modello del volontariato moderno, […] realizzato con responsabilità e continuità […] nella dimensione teologica di una autentica carità».

Ireos Della Savia, responsabile di Sabatino nel Piccolo Gruppo di Cristo:
«Di Sabatino è stato divulgato soprattutto il profilo del-l’uo--mo dedito a curare con amore i poveri, ma la sua persona-lità non si esauriva in questo.
Aveva scoperto i valori di una vita consacrata nell’im-pegno temporale e pienamente vissuta nel mondo e per il mondo […] e così si impegnò a rendere più perfetto il suo impegno nel lavoro […] per la diffusione di un mondo migliore. […].
Pur sapendo essere normalmente serio e posato, Sabatino in compagnia degli amici mostrava un grande senso dell’umorismo e una particolare attitudine allo scherzo.
Senza essere un intellettuale o un politico, egli era consapevole che i problemi dei più poveri erano piuttosto vasti e che spettava proprio ai cristiani laici, mediante il loro impegno culturale e sociale nel mondo, interessarsene per cercare di risolverli. […].
Il pomeriggio delle domeniche cercava una chiesa poco frequentata e si metteva il più vicino possibile al tabernacolo, cercando però il posto più nascosto o in penombra. […]. La sua preghiera era semplice, comune, ripetitiva, ma lui sapeva veramente lodare il Signore restando in silenziosa adorazione. […].
Oggi Sabatino non userebbe il cellulare, il computer, il fax, la stampante, eppure sarebbe un grande, silenzioso comunicatore, capace di far conoscere dal vivo il messaggio evangelico».


Autore:
Andrea Di Maio

_______________________
Aggiunto il 2004-07-26
Letto da 3250 persone

Home . Onomastico . Emerologico . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati

Translate this page (italian > english) with Google