Il 15 novembre 2003, si è conclusa la fase diocesana, alla presenza del vescovo di Trieste, del processo per il riconoscimento del martirio del Francescano padre Placido Cortese, frate conventuale della Basilica del Santo a Padova; gli Atti sono stati poi inoltrati a Roma, per il proseguimento dell’iter per la sua beatificazione. Di lui si parla diffusamente in un volume edito dalla Basilica del Santo nel 2001; A. Tottoli Ofm Conv. “Ho soccorso Gesù perseguitato! Vita, passione e morte di padre Placido Cortese, martire del nazismo”. Egli si va ad accostare ad altri confratelli, figure già note di apostoli e martiri, uccisi dalla ferocia nazista e comunista nei primi anni ’40, del secolo XX; come s. Massimiliano Maria Kolbe, conventuale polacco († 1941), i beati Anastasio Pankiewicz e altri sei Conventuali polacchi, martiri tra il 1940 e 1943; i sei beati Conventuali, martiri nel 1936, della Guerra Civile Spagnola e beatificati l’11-3-2001. Sia pure con difficoltà a partire dal 1995, si sono potute rintracciare importanti testimonianze o ricordi personali di confratelli, sulla vita, attività e morte di padre Placido Cortese. Nacque a Cherso, isola istriana che allora apparteneva all’Austria, il 7 marzo 1907 e al battesimo si chiamò Nicolò Matteo; la sua era una famiglia religiosa ed operosa; a 13 anni, nel 1920 fu accolto nel noviziato di Camposampiero (Padova); fu frate professo a Padova il 10 ottobre 1924. Compì in breve il corso liceale-filosofico a Cherso (1925-27) e i quattro anni teologici nella predetta Facoltà Teologica di Roma (1927-31), senza però conseguire la laurea, per non aver potuto completare gli esami e la tesi. Ciò lo fece rimanere comunque modesto e tranquillo, perché con umiltà diceva di aver fatto quello che poteva. Fu ordinato sacerdote a Roma il 6 luglio 1930 nella Basilica di S. Giovanni in Laterano, celebrando la prima Messa nella Basilica di S. Maria Maggiore. I suoi primi anni di sacerdozio li trascorse dal 1931 al 1933, nella Basilica del Santo a Padova e dal 1933 al 1937 nella cripta della Chiesa dell’Immacolata e S. Antonio, allora in costruzione, in viale Corsica a Milano. In seguito senza lasciare gli impegni spirituali, gli fu affidato il delicato, ma per lui congeniale, incarico della direzione del mensile “Messaggero di S. Antonio”, nota e diffusa rivista edita dall’omonima Opera, impegnata a propagare, attraverso la stampa, il culto di S. Antonio e guidare spiritualmente i tantissimi devoti del santo, ormai da ben 106 anni. Si impegnò con notevole intraprendenza e successo, a dirigerla per sette anni, dal gennaio 1937 a luglio 1943; con la sua guida, la rivista passò dalle 300.000 copie del 1938, alle 700.000 del 1942, alle 800.000 copie del mensile e versioni associate dell’aprile 1943, nonostante l’imperversare della Seconda Guerra Mondiale. Con il piglio del manager, fondò la propria Tipografia, con l’acquisto di una grande rotativa nel gennaio 1939, e con l’aiuto del direttore tipografico Carlo Bolzonella, migliorò l’organizzazione del lavoro, delle opere ed edizioni librarie. Fu anche scrittore e fotografo in vari periodici e dello stesso “Messaggero” fin dal 1931, e in questa sua inclinazione padre Placido Cortese, non conosceva riposo, scriveva molto ed impaginava in continuazione. Nel suo intimo era alimentato da una solida pietà e interiore spiritualità, espressa da una fitta corrispondenza con la famiglia, specie con una sorella; confermata da numerosi confratelli a lui più vicini. Di carattere ‘mite, dolce, semplice’ e sensibilissimo ai bisogni degli altri, faceva onore al singolare suo nome Placido Cortese. Nel precipitare degli eventi bellici e politici, specie dopo l’8 settembre 1943, la sua opera assistenziale si ampliò nel Veneto in preda allo sfascio delle Istituzioni, come del resto in tutta Italia. Con una rete di benefattori, di personale scelto con accuratezza, padre Placido fu il più importante fra gli organizzatori di salvataggi di ebrei, prigionieri inglesi, esuli cecoslovacchi ed iugoslavi e altri tipi di perseguitati. Nonostante il pericolo, agì fiducioso nel Signore, forse troppo sicuro di sé e noncurante dei rischi; eppure era stato avvertito due volte, di essere ricercato dalla Questura e quindi invitato a mettersi in salvo. La sua semplicità e fiducia nel prossimo, non gli fece avvertire l’addensarsi della tragedia sul suo capo; domenica 13 ottobre 1944, alle 13,35 vennero due infidi traditori nazifascistlllli, personalmente amici dello stesso padre Cortese e finti amici dei gruppi di resistenza, i quali amichevolmente lo prelevarono nel Chiostro delle Magnolie del Convento del Santo a Padova e una volta giunti fuori, lo fecero salire sollecitamente con una scusa in macchina e da lì fu trasferito al Bunker della Gestapo a Trieste. Qui fu sottoposto ad interrogatori e feroci torture, con l’intento di estorcergli, ma inutilmente, nomi di patrioti e ricercati; trascorsero una ventina di giorni con quotidiane torture e secondo testimoni oculari ed attendibili, che hanno depositato per iscritto le loro deposizioni, padre Cortese ebbe cavati gli occhi e tagliata la lingua. Rimase così ucciso dalle torture nei primi giorni di novembre del 1944 a soli 37 anni, (non si conosce il giorno esatto). Il suo corpo fu quasi certamente dissolto nel forno crematorio della famigerata Risiera di San Saba in Trieste. Un suo confratello compagno di studi, precisò nel processo diocesano, che questo vero “martire della carità”, prima di essere ucciso chiese il ‘favore’ di poter celebrare la Santa Messa; finalmente è potuto venire alla luce l’opera apostolica, sacerdotale, editoriale, di scrittore, di benefattore, di questo intrepido frate Minore Conventuale, vissuto all’ombra del Santo di Padova e della sua tragica, eroica fine di martire, in quello catastrofico e sanguinario periodo per l’Italia e per il mondo.
Autore: Antonio Borrelli
Spunti bibliografici a cura di
LibreriadelSanto.it
- Roberto Olivato,
Sacrari, santi patroni e preghiere militari,
Edizioni Messaggero, 2009 - 312 pagine
- F. Agnoli, M. Luscia, A. Pertosa,
Santi & rivoluzionari,
SugarCo, 2008 - 184 pagine
- Benedetto XVI,
I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI,
Libreria Editrice Vaticana, 2008 - 151 pagine
- Lanzi Fernando, Lanzi Gioia,
Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari,
Jaca Book, 2007 - 237 pagine
- Maria Vago,
Piccole storie di grandi santi,
Edizioni Messaggero, 2007 - 64 pagine
- Piero Lazzarin,
Il libro dei Santi. Piccola enciclopedia,
Edizioni Messaggero, 2007 - 720 pagine
- Ratzinger J.,
Santi. Gli autentici apologeti della Chiesa,
Lindau Edizioni, 2007 - 160 pagine
- KLEINBERG A.,
Storie di santi. Martiri, asceti, beati nella formazione dell'Occidente,
Il Mulino, 2007 - 360 pagine
- Mario Benatti,
I santi dei malati,
Edizioni Messaggero, 2007 - 224 pagine
- Sicari Antonio M.,
Atlante storico dei grandi santi e dei fondatori,
Jaca Book, 2006 - 259 pagine
- Dardanello Tosi Lorenza,
Storie di santi e beati e di valori vissuti,
Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
- Butler Alban,
Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario,
Piemme, 2001 - 1344 pagine
- Giusti Mario,
Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
San Paolo Edizioni, 1990 - 220 pagine
Altri suggerimenti...
_______________________
Aggiunto il 2004-03-10
Letto da 2176 persone
|