La figura di questa reclusa ci porta alla mente, forme di penitenza estrema, che la mentalità moderna stenta a capire, anzi non le capisce affatto, riservandole solo un interesse di studiosi. Così nell’antichità abbiamo gli stiliti che vivevano (si fa per dire) su una colonna; altri in grotte inaccessibili e umide; alcuni nel deserto e seminudi, ecc. invece la nostra beata Wilbirg nel secolo XIII, che nacque nel territorio dell’Austria di oggi, visse per quarant’anni in una cella, da qui la definizione di ‘reclusa’. Nata nei pressi di San Florian, divenne orfana del padre Enrico, il quale morì durante un pellegrinaggio a Gerusalemme e fu allevata e educata sotto la cura della governante e di sua madre. A 16 anni insieme all’amica Matilde fece un pellegrinaggio, lungo e coraggioso per quei tempi, soprattutto per una donna giovane e sola, a S. Giacomo di Compostella in Spagna, una delle mete dei grandi pellegrinaggi del Medioevo. Ritornata nel suo paese, l’amica Matilde voleva farne un altro insieme a lei a Roma, ma Wilbirg (Vilburga) decise invece per una scelta più definitiva e completa della sua vita, quindi rinunciando al mondo, il giorno dell’Ascensione del 1248 si chiuse solennemente in una cella presso la chiesa dei Canonici Regolari di S. Agostino di San Florian. Gli eremiti di quei secoli, sceglievano questa forma d’isolamento, posta all’esterno di conventi, ma abbastanza vicino per usufruire della guida spirituale dei monaci del convento stesso; a volte sceglieva questa forma di penitenza qualche monaco dello stesso convento, per un periodo di maggiore mortificazione e dedizione all’ascesi. Wilbirg attraverso una finestra, che affacciava nella chiesa conventuale, partecipava alla liturgia dei monaci; la stessa amica Matilde prese una cella a lei vicina, così in regime, diremmo di semilibertà, poteva approvvigionarsi di cibo e fornirlo anche a Wilbirg. Questa vita di eremita-reclusa, durò 40 anni fino alla morte; solo una volta lasciò per breve tempo il suo ritiro, quando nel 1275 per sfuggire ai soldati di Rodolfo d’Asburgo (1218-1291), dal 1273 imperatore del Sacro Romano Impero, dovette fuggire insieme ai monaci Agostiniani dentro le mura della città di Enns che prende il nome dal fiume che l’attraversa, affluente di destra del Danubio. Per i meriti della sua unione con Dio, ebbe doni soprannaturali, come la visione degli avvenimenti contemporanei; era tale la sua fama di spiritualità e vita interiore, che laici e religiosi, peccatori e persone pie, gente di alto e basso rango, venivano davanti alla finestra della sua cella per chiedere consiglio e preghiere a lei, donna di esempio di alta penitenza. La fama di Wilbirg superò i confini dell’Austria, venendo invitata dalla beata Agnese di Praga († 1282 ca.), poi da Caterina nipote del beato papa Gregorio X, che l’invitò a fondare un convento in Italia; ma in entrambi i casi Wilbirg non volle abbandonare la sua cella e il silenzio e raccoglimento. Fu in corrispondenza epistolare spirituale con il celebre monaco cistercense Gustolfo di Vienna. A circa 56 anni morì nella sua cella l’11 dicembre 1289 e venne sepolta nella chiesa del convento attiguo di San Florian, dove ancora riposa in un sarcofago della cripta. In tutti questi secoli il suo culto è stato ininterrotto, pellegrini dell’Austria e della Germania, continuano ad affluire per venerarla. Già in vita fu considerata una santa e nell’anniversario della sua morte si celebra una Messa solenne; anche se non è mai stata ufficialmente beatificata dalla Chiesa. La sua vicenda terrena è stata ispirazione letteraria di alcuni scrittori tedeschi.
Autore: Antonio Borrelli
Spunti bibliografici a cura di
LibreriadelSanto.it
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Sacrari, santi patroni e preghiere militari,
Edizioni Messaggero, 2009 - 312 pagine
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SugarCo, 2008 - 184 pagine
- Benedetto XVI,
I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI,
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- Lanzi Fernando, Lanzi Gioia,
Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari,
Jaca Book, 2007 - 237 pagine
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Piccole storie di grandi santi,
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- Sicari Antonio M.,
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- Dardanello Tosi Lorenza,
Storie di santi e beati e di valori vissuti,
Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
- Butler Alban,
Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario,
Piemme, 2001 - 1344 pagine
- Giusti Mario,
Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
San Paolo Edizioni, 1990 - 220 pagine
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Aggiunto il 2003-11-06
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