Nacque a S. Marco di Preturo (L’Aquila) il 6 dicembre 1920 e volò al Cielo il 13 marzo 1933, nel giorno e nell’ora da lei stessa preannunciati. Caratteristica fondamentale della vita di Anfrosina è stata la sua conformità eroica al Divino Volere in mezzo a spasimi atroci che la straziarono per lungo tempo, avvicinandola sempre più a Dio, affinando la sua intensa spiritualità e rendendola martire di pazienza e di rassegnazione. Le strazianti sofferenze non le impedirono di svolgere un apostolato mirabile di preghiera, di sacrificio, di esempio e di parola. Il suo lettino di dolore divenne una cattedra a cui accorrevano schiere di visitatori, attratti irresistibilmente dal senso del soprannaturale e dal desiderio di vederla, ascoltarla, chiedere e ricevere grazie. Infiammata di tenero amore verso la Madonna, ne parlava con filiale confidenza; da lei ottenne numerose grazie,, favori e rivelazioni; con lei intrecciava dolcissimi arcani colloqui; e infine, pochi giorni prima della morte, ricevette da Lei un soavissimo bacio sulla fronte, insieme con l’assicurazione che presto sarebbe andata con Lei in Paradiso. E prima di spirare raccomandò alla mamma e ai familiari di non piangere, perché lei “andava con la Madonna”. I segni straordinari, che avevano accompagnato il suo breve pellegrinaggio terreno, continuarono e si moltiplicarono dopo la morte.
Autore: Elisabetta Nardi
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Aggiunto il 2003-05-31
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