Edmund Bojanowski appartenente a nobile famiglia, nacque il 14 novembre 1814 a Grabonóg nel granducato di Pozna_. Studiò filosofia prima nell’Università di Breslavia nel 1835 e poi a Berlino. Verso la metà del secolo XIX la Polonia era divisa e soggetta alle tre Nazioni vicine, Russia, Prussia e Austria, e fino al 1918 quando divenne indipendente, vi furono fiere rivolte e ribellioni creando imprevisti mutamenti di carattere politico-sociale ed industriale; di fronte a questi sconvolgimenti che creavano vaste fasce di povertà, Edmund decise di andare incontro alle classi più bisognose, ideando un suo operare nell’insegnamento e nell’evangelizzazione delle popolazioni contadine. Cominciò con l’aprire asili per i bambini, prima del Granducato di Pozna_ e poi nelle province della Polonia Minore e della Slesia; divenendo così un pioniere nell’assistenza per l’infanzia nelle campagne. Per potere dare stabilità e futuro alle sue istituzioni, fondò il 13 maggio 1850, la Congregazione delle “Ancelle dell’Immacolata Concezione della Madre di Dio”; le suore in buona parte provenivano dalle zone rurali; e dalle campagne fece assumere ragazze, che dopo opportuna preparazione, lavoravano negli asili; egli stesso le preparava intellettualmente e moralmente. Le suore ebbero anche il compito di interessarsi delle ragazze e delle madri, mediante le cosiddette “serate”, per prepararle ai doveri della famiglia cattolica, inserendo così il fermento della fede cattolica, nel mondo contadino. Organizzò sale di lettura con buoni libri, con le suore impegnate ad aiutare i poveri e assistere gli ammalati, maggiormente sofferenti per la solitudine delle campagne. Nel 1849 l’epidemia di colera che colpì la regione lo vide in prima fila, chiamò in aiuto da Poznan le Figlie della Carità. Ebbe riconoscimenti prestigiosi, nel 1857 fu chiamato nella Società degli ‘Amici della Scienza’ di Poznan; nel 1863 divenne preside della Conferenza di S. Vincenzo de’ Paoli a Gosty_; nel 1869 a 55 anni, entrò in Seminario a Gnienzo, ma nel 1871 dovette uscirne per il rapido declino della sua salute, con suo grande dispiacere, perché ormai desiderava consacrarsi completamente a Dio; ma la sua santificazione doveva avvenire nello stato laicale, del resto da laico indicò le vie della vita spirituale e scrisse le regole per le sue suore; qualche anno dopo anche in Italia vi fu un fondatore laico simile, Bartolo Longo anch’egli beato. Di Edmund Bojanowski ci è pervenuto un suo ‘Diario’ e varie lettere tuttora inediti; morì a Górka Duchowna (Poznan) il 7 agosto 1871; alla sua morte esistevano due noviziati, 197 suore e 40 Case. In seguito alla politica della spartizione della Polonia si ebbero quattro diverse Congregazioni con rispettive Case Generalizie, attualmente a Lubo_ (Poznan), Wroclawm, Debica, Stara Wies con circa 4000 suore sparse per il mondo. Il processo diocesano di introduzione della causa per la sua beatificazione si concluse il 24 ottobre 1960. Papa Giovanni Paolo II, durante il suo settimo viaggio apostolico in Polonia, l’ha beatificato il 13 giugno 1999 a Varsavia. È una delle più grandi figure della cattolica Polonia, che ha preceduto di molto, con la sua ricca attività, ciò che il Concilio Vaticano II, ha detto sul tema dell’apostolato dei laici.
Autore: Antonio Borrelli
Spunti bibliografici a cura di
LibreriadelSanto.it
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Sacrari, santi patroni e preghiere militari,
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I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI,
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Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari,
Jaca Book, 2007 - 237 pagine
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- Dardanello Tosi Lorenza,
Storie di santi e beati e di valori vissuti,
Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
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Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
San Paolo Edizioni, 1990 - 220 pagine
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Aggiunto il 2003-03-18
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