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Beata Maria del Divino Cuore di Gesł (Droste Zu Vischering)

8 giugno

Münster, Westfalia, 8 settembre 1863 - Oporto, 8 giugno 1899

Venne ammessa da Paolo VI nella schiera dei santi fautori del culto al sacro cuore di Gesù. Basta qui ricordare le mistiche tedesche Matilde di Magdeburgo, Matilde di Hackerborn e Gertrude di Hefta, prime promotrici della devozione nel Medioevo. Maria Droste zu Vischering nacque a Darfeld in Westfalia nel 1863 da una delle più antiche famiglie dell'aristocrazia tedesca. La sua mamma era parente del futuro cardinale von Galen, eroe della resistenza cattolica al nazismo. Ricevette un'accurata formazione cristiana e abbastanza presto sentì la vocazione alla vita religiosa. A causa delle incerte condizioni di salute, dovette attendere vari anni prima di poter mettere in pratica il suo proposito. Scelse infine le suore del Buon Pastore di Münster. Nella vita religiosa ebbe subito delle esperienze mistiche e provò il desiderio di unirsi alle sofferenze del cuore di Gesù. Nel 1894 venne inviata in Portogallo come superiora della comunità di Oporto. Il suo incarico, tuttavia, si trasformò presto in un apostolato della sofferenza a causa di una paralisi che la "crocifiggeva" a letto. Senza perdersi d'animo, suor Maria offrì le sue sofferenze a Dio e scrisse al Papa invitandolo a consacrare il genere umano al cuore di Gesù. Leone XIII accolse la proposta, ma la promotrice vi poté partecipare solo con la sofferenza e la preghiera, visto che morì l'8 giugno del 1899, alla vigilia della consacrazione.

Martirologio Romano: A Oporto in Portogallo, beata Maria del Divino Cuore di Gesł Droste zu Vischering, vergine, della Congregazione delle Suore della Caritą del Buon Pastore, che promosse mirabilmente la devozione verso il Sacratissimo Cuore di Gesł.


La beata Maria Droste Zu Vischering nacque l’8 settembre 1863 a Münster, da una delle più antiche famiglie dell’aristocrazia della Westfalia insieme con il fratello Max.
Il cammino ascetico della Beata, iniziato con la Prima Comunione, ebbe il suo culmine nei favori mistici ossia i “carismi” che la rendono apostolo della devozione del Cuore di Gesù. Questo è il messaggio della Beata alla Chiesa, che ha le sue radici nel 1883 quando, ventenne, ebbe più perfetta conoscenza del culto del Sacro Cuore, al quale in quell’anno l’intera famiglia si era consacrata. Dopo una breve esperienza tra le Suore di S. Giuseppe di Chambery e alcuni anni di volontario ritiro nel castello di Darfeld, entra, nel 1888, tra le Suore del Buon Pastore.
Morirà a Oporto nel 1899, nella comunità dove era superiora da quattro anni.
La memoria liturgica è l’8 giugno.

Ecco le parole del Santo Padre nell’omelia della celebrazione eucaristica di beatificazione:
"La Chiesa ancora una volta esulta per cinque suoi eroici figli. In questo Anno Santo rifulge in modo particolare la nota della santità della Chiesa: “l’universale vocazione alla santità”, posta in luce dal Concilio Vaticano II (Lumen Gentium 39-42) per tutte le categorie della Chiesa - Vescovi, sacerdoti, religiosi, laici di ogni condizione e stato - viene stupendamente confermata da queste figure, forti, umili, sconosciute finora ai più, eppure ricchissime di esempi mirabili, di richiami validissimi, che ce le rendono vicine, simili, imitabili, e ci scuotono col loro impegno di dedizione operosa a Dio e ai fratelli. [...] Il genere umano viene da essi nobilitato e abbellito, perché continua ad esprimere dal suo grembo campioni di umanità completa e fedele alla grazia, i quali ci dicono che, nonostante tutto, il bene c’è, il bene lavora, il bene si diffonde, sia pure silenzioso, e supera in definitiva con i suoi benefici... il male. [...] Il messaggio che ci fanno giungere i nuovi Beati è quello comune a tutti coloro che hanno preso sul serio il Vangelo: amore a Dio..., e amore al prossimo, come e più di se stessi. È la via regale della santità, fuori della quale non si costruisce nulla di valido per il Regno di Dio".


Autore:
Don Marco Grenci

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Aggiunto il 2002-09-27
Letto da 3081 persone

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