Nata il 20 novembre 1869 a Lviev, capoluogo provinciale d’Ucraina, Michaelina era quinta di nove figli, famiglia numerosa che si sosteneva con il lavoro di falegname del padre con un aiuto parziale della madre. Non c’era possibilità di farli studiare e quindi anche Michelina dovette andare a lavorare presso un vetraio. Mentre cresceva con grandi virtù e una vita intensa di pietà, si sviluppava in lei il seme della vocazione religiosa. Partecipò nel 1888 ad un ritiro per giovani tenuto dai Padri Basiliani, qui incontrò un degno missionario basiliano, il padre Geremia Lomnitsky che divenne il suo direttore spirituale e colui che sarà il braccio più valido nella fondazione che poi verrà. Michaelina diventò un’attivissima apostola nel radunare i fedeli, specie i membri della Fraternità del ss. Cuore di Cristo, per partecipare alle celebrazioni liturgiche, ai canti e alle opere di carità. Ben presto confidò al padre Geremia la sua intenzione di consacrarsi come suora; giacché esisteva un solo Ordine di suore di clausura di rito bizantino, il suo Direttore le suggerì un progetto dei padri basiliani, quello di fondare una Congregazione femminile di rito bizantino-ucraino di vita attiva e quindi poteva essere lei la prima delle suore. Dopo un periodo di riflessione, meditazione e preparazione, il 24 agosto del 1892 nella chiesa basiliana di s. Onofrio a Lviev ebbe luogo la vestizione della prima suora, Michaelina cambiò il suo nome con Josaphata dal nome del grande martire d’Ucraina s. Josaphat. La Congregazione prese il nome di Ancelle di Maria Immacolata, con il compito di un apostolato di vita attiva verso tutti i bisognosi. Suor Josaphata soffrì molto nella sua breva vita a causa di malintesi, calunnie e altrui ambizioni e per i dolori atroci di una tubercolosi ossea che la portò alla morte all’età di 49 anni, il 25 marzo 1919. Già all’epoca della sua morte, la Congregazione aveva aperto 23 missioni con 123 suore in prevalenza in Ucraina, dove si è già detto, esisteva un solo tipo di suore, le basiliane di clausura, quindi il campo d’apostolato fra la gente era vastissimo e nuovo. All’inizio della II guerra mondiale, le case erano 92 e circa 600 suore. Ma tutte le Case furono confiscate dal regime comunista, e per le suore: 36 erano state arrestate e deportate in Siberia, le altre soffrivano nelle prigioni o lavoravano nelle fabbriche, disperdendo così il patrimonio comune di spiritualità della Co-fondatrice, mentre quelle che erano in missione in Canada, Stati Uniti e Brasile più quelle che erano riuscite a fuggire dal regime insieme a tanti profughi ucraini in Francia, Inghilterra e Germania, mantenevano vivo lo spirito della Comunità, proseguendo la loro opera con gli ucraini profughi per il mondo. Nel 1990 quando l’Ucraina ha ottenuto l’indipendenza, le Ancelle sparse nel mondo hanno dato una mano a ricostruire in patria la vita religiosa dopo 50 anni di comunismo – marxismo, espandendosi sempre più, presenti in massa in Ucraina e in tanti Stati Esteri, uscendo finalmente dalla clandestinità. Il corpo della beata Josaphata fu traslato da un antico cimitero abbandonato alla Casa Generalizia di Roma nel 1982. Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificata a Leopoli il 27 giugno 2001, prima Beata della gloriosa terra d’Ucraina.
Autore: Antonio Borrelli
Spunti bibliografici a cura di
LibreriadelSanto.it
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I santi di Benedetto XVI. Selezione di testi di Papa Benedetto XVI,
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Come riconoscere i santi e i patroni nell'arte e nelle immagini popolari,
Jaca Book, 2007 - 237 pagine
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- Dardanello Tosi Lorenza,
Storie di santi e beati e di valori vissuti,
Paoline Edizioni, 2006 - 208 pagine
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Trenta santi più uno. C'è posto anche per te,
San Paolo Edizioni, 1990 - 220 pagine
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Aggiunto il 2001-09-03
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