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Beato Jakob Gapp

13 agosto

Wattens (Tirolo, Austria), 26 luglio 1897 - Berlino (Germania), 13 agosto 1943

Martirologio Romano: A Berlino in località Plötzensee in Germania, beato Giacomo Gapp, sacerdote della Società di Maria e martire, che con fermezza d’animo proclamò che le empie decisioni di un regime nemico della dignità umana e cristiana non potevano in alcun modo accordarsi con la dottrina cristiana; per questo, fu perseguitato e condannato all’esilio in Francia e in Spagna e, arrestato da agenti nemici, fu infine decapitato.


Volontario austriaco nella guerra mondiale del 1915-18, Jakob Gapp cade prigioniero delle truppe italiane insieme con 300 mila commilitoni al termine del conflitto. E l’anno dopo è di nuovo volontario. Ma in una congregazione religiosa, stavolta: nella Società di Maria (i cui membri sono comunemente detti Marianisti), fondata nel 1817 a Bordeaux da padre Guglielmo Chaminade per l’educazione della gioventù, e diffusa successivamente in vari Paesi, tra cui l’Austria. Nel 1920 Jakob comincia il noviziato e poi va a studiare in Francia e Svizzera; viene ordinato sacerdote nel 1930, ma già da prima aveva iniziato a insegnare a Graz, in Stiria.
Nel 1933 Adolf Hitler sale al potere in Germania, e rapidamente la trasforma in uno Stato totalitario, fondato sulla superiorità della “razza ariana” e su un brutale espansionismo, che nel marzo 1938 porta all’invasione tedesca dell’Austria, dove subito "accorrono uomini d’affari e banchieri tedeschi a comprare per una frazione del loro effettivo valore le aziende tolte agli ebrei e agli antinazisti" (Shirer, Storia del Terzo Reich).
E subito antinazista convinto è stato padre Jakob Gapp, per radicale avversione alla visione razzista che papa Pio XI ha condannato nel marzo 1937 con la famosa enciclica Mit brennender Sorge (Con cocente preoccupazione). In essa papa Ratti scriveva: "Chi eleva la razza, il popolo, o una determinata sua forma od altri elementi della società umana a norma suprema di tutto, anche dei valori religiosi, perverte e falsa l’ordine delle cose creato e voluto da Dio".
Decine di migliaia di arresti diffondono la paura per l’onnipotente Gestapo: anche la vecchia “Austria felice” si trova condannata all’applauso o al silenzio. Ma padre Gapp non applaude e non sta affatto zitto. Parla anche per chi non osa. E spiega che nazismo e cristianesimo sono assolutamente incompatibili. O l’uno o l’altro, nessuna via di mezzo.
Disarmato e temuto, quindi in pericolo gravissimo, padre Jakob deve fuggire dall’Austria al più presto: passa in Francia, ma neppure lì sta zitto. Perciò deve cercare presto scampo in Spagna. Ma la Gestapo tiene troppo a quest’uomo armato soltanto della sua voce; e lo raggiunge anche lì, in una comunità marianista di Valencia, facendolo uscire con un trucco e portandolo poi dritto a Berlino.
Nella capitale tedesca lo aspettano sette lunghi mesi di carcere e poi un processo di sole due ore, terminato con la condanna a morte. Il 13 agosto 1943, nel penitenziario berlinese di Ploetzensee, padre Jakob viene decapitato. Poche ore prima aveva scritto lettere gioiose ai familiari e ai superiori: "Considero questo giorno come il più bello della mia vita". "Ho attraversato dure prove, ma adesso sono felice".
Papa Giovanni Paolo II lo ha proclamato beato il 2 novembre 1996.


Autore:
Domenico Agasso


Fonte:
Famiglia Cristiana



Spunti bibliografici a cura di LibreriadelSanto.it

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Aggiunto il 2001-08-06
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