LAVERIO (LABERIO, LAVIERO; lat. Laverius), santo, martire di GRUMENTO.
Il più antico documento su Laverio è una passio scritta nel 1162 da Roberto da Romana, diacono di Saponara, personaggio sconosciuto (Chevalier, Répertoire, II, col. 4005). Il racconto comprende tre parti: una breve introduzione, la narrazione prolissa delle pene subite dal martire, le vicende delle sue reliquie. Per lo studioso Racioppi, la parte riservata alle reliquie è stata composta nel sec. XV o nel XVI. Secondo questa passio leggendaria, fantasiosa e di nessun valore storico, Laverio fu decapitato sotto l'imperatore Costantino (persecutore dei cristiani!) dopo aver sofferto numerosi supplizi, a Grumentum, presso la confluenza dei due fiumi Agri e Sciagra. Fu sepolto nel luogo stesso del martirio ed ivi gli fu eretta una chiesa, distrutta dai Saraceni (827-82).
Nella traduzione latina della Vita greca di san Luca, abate di Armento (Lucania, si narra che questi, morto nel 993, avrebbe fabbricato a Grumento sulle rovine di una chiesa dedicata a Laverio, un'altra chiesa di proporzioni più modeste. All'infuori della passio che ne attesta il culto non si hanno altre notizie su Laverio.
Laverio è venerato a Grumento Nova (Potenza), distante circa due chilometri dall'antica Grumento, dove è patrono principale; così pure ad Acerenza, dove è tenuto come patrono secondario. Fino a pochi anni fa la festa era estesa a tutta la diocesi acheruntina, mentre ora se ne fa la commemorazione solamente ad Acerenza, dove esiste una confraternita intitolata all'Addolorata e a san Laverio Il culto si ritrova pure a Venosa e a Tricarico, mentre sono perdute le tracce delle reliquie.
La festa si celebra il 17 novembre, secondo il proprio della Chiesa acheruntina, mentre altrove è celebrata il 27 dello stesso mese.
Autore: Filippo Caraffa
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Aggiunto il 2010-11-12
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